Escursioni

Quercia e Eremo di Trebbana

Da Badia della Valle si prosegue su strada asfaltata fino a giungere, sulla sinistra, a Ponte della Valle, largo spiazzo dove poter posteggiare l’automobile. Da questo punto comincia la strada interpoderale indicata come sentiero C.A.I. 549. Iniziato il cammino si passa un ponte  sul torrente Acerreta e si prosegue su una strada sterrata in salita. Si arriva ad un altro ponticino da cui partono due strade che potete percorrere indifferentemente poiche’ poco più avanti convergono. Dopo circa un paio di chilometri, seguendo sempre la strada principale, con alcune salite impegnative, la carraia sfocia in un ampio prato e sulla destra prende forma la sagoma della chiesa di Trebbana immersa nel folto della vegetazione. Un luogo davvero suggestivo e isolato. Quella di San Michele in Trebbana è un’antica chiesa con annessa un’ampia canonica. La sua fondazione risale al 1063, anno in cui la chiesa fu donata a San Pier Damiani per gli eremiti di Gamogna. L’eremo è oggi ben restaurato ed è fruibile come ricovero e base di partenza per escursioni, con possibilità di pernottamento. Oltrepassata una fonte si attraversa il prato e, costeggiandolo sulla destra, si riprende il sentiero CAI 549 che in breve porta ad  una solenne quercia secolare dall’imponente chioma e con un tronco che sfiora i 5 metri di circonferenza. Dalla quercia parte in discesa una sterrata che attraversa un prato e ritorna sulla strada fatta in precedenza per salire.

L'Eremo di Gamogna

Da Badia della Valle si prosegue  fino al podere di Val di Noce, e fatte alcune centinaia di metri su strada sterrata, si arriva ad una sbarra da cui parte il sentiero C.A.I. 521 A, in direzione di Gamogna. La strada percorre prima una salita e poi un tratto in falsopiano, fino a raggiungere il piccolo gruppo di case di Rio Mesola. Qui la traccia piega a destra e lascia definitivamente il corso del torrente Acerreta per arrampicarsi verso il santuario. Percorsi circa un paio di chilometri, si raggiunge il vecchio cimitero e si svolta a sinistra per raggiungere prima una bella fonte e poi l’eremo di San Barnaba in Gamogna, situato a 793 metri s.l.m. Il luogo di ritiro religioso risale all’XI secolo ed è stato oggetto di un attento restauro tornando in breve al suo antico splendore. La struttura è formata da diversi edifici; di particolare interesse sono la chiesa romanica, ben rinnovata e sormontata da un campanile a vela, e il gruppo di case riservate al ritiro dei monaci. La gestione dell’eremo è oggi affidata alle Fraternità Monastiche di Gerusalemme che danno l’interessante possibilità di vivere, per qualche giorno, in ritiro spirituale all’interno di celle monastiche, condividendo con i religiosi cibo, lavori manuali e preghiera. Il luogo in cui sorge l’eremo, alle pendici del Monte Gamogna, gode di una vista privilegiata e di un isolamento che dopo centinaia di anni si avverte ancora. Per il ritorno, dietro l’Eremo, vicino all’orologio solare, parte il sentiero che ridiscende nella Valle Acerreta attraversando un secolare castagneto. Si ritorna così a Rio di Mesola e poi alla sbarra, punto di partenza.

Nel silenzio di Lozzole

Da Marradi seguire per 6,5 Km la SR 302 in direzione Firenze; dopo Fantino parcheggiare in corrispondenza dell’imbocco del sentiero CAI 529. Da qui inizia il tracciato che attraversando il paesaggio solitario di boschi e torrenti, dopo il borgo di Praticino e la bella Villa di Stabbia giunge  all’Abbazia di Lozzole. La Chiesa, forse in origine un eremo vallombrosano, ha recuperato recentemente l’antico fascino grazie a un accurato restauro.

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Da San Benedetto all'Acquacheta

Si parte dall'abitato di San Benedetto in Alpe (vallata del Montone) quota 499 m.

Per arrivare a San Benedetto due possibilità:

1)   Da Badia della Valle, Lutirano, Tredozio, Monte Busca, arrivo alla statale e girare a destra per  Bocconi e San Benedetto.

2)   Da Badia della valle, Lutirano, Marradi, San Benedetto

Dal parcheggio a lato del ponte inizia il sentiero facilmente percorribile, abbastanza largo e ben segnalato. Primo tratto agevole, senza particolari pendenze, in circa 2 Km dislivello di 42 m. Il tracciato segue alto il corso del torrente fino al fosso del sasso Bianco che si attraversa su ponticello in legno.

Si prosegue velocemente fino a Ca' del Rospo, piccolo fabbricato ad uso agricolo ristrutturato. Nello spiazzo antistante tavolo in legno sulla sponda del torrente.

Dislivello 30 m su 800 m. Si inizia a salire in mezzo al bosco, alcuni tratti presentano pendenze notevoli, fino a raggiungere un tratto scoperto che prosegue per alcune centinaia di metri in falsopiano.  Si torna in mezzo al bosco e con breve ma ripida discesa si giunge al molino dei Romiti. Dislivello  68 m su  1,400 Km

Poco dopo il molino inizia un tratto breve ma molto duro che ci conduce al belvedere, posto di fronte alla cascata dell'Acquacheta dislivello  52 m su 0,500 Km

Una breve discesa ci porta sul greto del torrente, ai margini di un'altra bella cascata formata dal fosso ca' del vento.  Attraversato il torrente (guado su pietre) il sentiero prosegue con erta salita sulla sponda opposta. In 200 m di mulattiera raggiungiamo la piana dei Romiti  734 m s.l.m.

L'Aviolancio del Lavane e la Capanna del Partigiano

Il 18 luglio 1944 si svolse nei pressi del Monte Lavane, una cruenta battaglia tra le armate tedesche e le formazioni partigiane, romagnole e toscane, intente al recupero delle armi paracadutate dagli aerei alleati. L'itinerario più suggestivo per raggiungere il luogo dello scontro, parte dalla frazione di Farfareta in Campigno, raggiungibile con auto. Imboccato il sentiero CAI n.533 e attraversato l'abitato di Crognole, si giunge alla baita di Poggio Giuliano (1 023 m) ed infine alla Capanna del Partigiano (1.203 m). La vetta del Lavane (1.241m) è vicina. Nella foto il panorama che si ammira dalla Capanna del Partigiano